Il Certificato Successorio Europeo

Il Certificato Successorio Europeo: uno strumento per l’eredità transfrontaliera

Quando si parla di successione ereditaria in un contesto internazionale uno degli strumenti più utili è il Certificato Successorio Europeo  (CSE). Introdotto dal Regolamento UE n. 650/2012, il certificato è pensato per semplificare le procedure successorie tra i Paesi membri dell’Unione Europea (ad eccezione di Danimarca e Irlanda, che non partecipano al regolamento). Dal 1º gennaio 2021 il Regno Unito non è più uno Stato membro dell'UE. Ciononostante, nel campo della Giustizia Civile, le procedure e i procedimenti in corso avviati prima della fine del periodo di transizione proseguiranno a norma del diritto dell'UE. Fino alla fine del 2025 sarà ancora possibile selezionare il Regno Unito nei moduli dinamici online ai fini di tali procedimenti e procedure. 

Cos’è il Certificato Successorio Europeo?

Il Certificato Successorio Europeo è un documento ufficiale riconosciuto nei Paesi dell’UE. La sua funzione principale è facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni legate a una successione che coinvolge beni, eredi o legatari situati in diversi Stati membri.

In sostanza, è un certificato che attesta la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità in un contesto transfrontaliero.

Quando è utile?

Il CSE è particolarmente utile in situazioni in cui:

   •    Il defunto possedeva beni in diversi Paesi dell’UE.

    •    Gli eredi risiedono in Stati membri diversi.

    •    È necessario dimostrare i propri diritti in un altro Stato dell’Unione.

Ad esempio, se un cittadino italiano decede lasciando beni immobili in Francia e conti bancari in Spagna, il CSE consente agli eredi di gestire l’intera successione senza dover avviare procedimenti separati in ogni Paese.

Quali vantaggi offre?

    •    Valore unico in tutta l’UE: il certificato è valido automaticamente negli Stati membri, evitando la necessità di traduzioni giurate o procedure aggiuntive.

    •    Semplificazione delle procedure: riduce tempi e costi per la gestione della successione.

    •    Trasparenza e uniformità: chiarisce i diritti di tutte le parti coinvolte, grazie a un unico documento riconosciuto.

Come si ottiene?

Per ottenere il Certificato Successorio Europeo è necessario presentare una richiesta all’autorità competente del Paese in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento del decesso. In Italia, la richiesta può essere fatta ad un Notaio o al Tribunale.

I documenti richiesti possono includere:

    •    Il certificato di morte;

    •    Copia del testamento e Verbale di pubblicazione (se presente);

    •    Dichiarazione sostitutiva di atto notorio o Atto di Notorietà che provi la qualità di erede o legatario;

    •    Dichiarazione di successione presentata alla Agenzia delle Entrate ed un elenco dei beni inclusi nell’eredità.

L’autorità competente rilascia il certificato in tempi variabili (generalmente entro tre mesi dalla richiesta).

Qualche limite da considerare.

Il CSE non è obbligatorio: è uno strumento opzionale che gli eredi possono scegliere di utilizzare. Inoltre, non sostituisce i certificati nazionali di successione, ma li affianca per le situazioni transfrontaliere.

Un altro aspetto da tenere presente è che il Certificato può essere contestato o revocato se emergono errori o incongruenze nella sua emissione.

Quindi, il Certificato Successorio Europeo rappresenta un importante passo avanti verso la semplificazione delle successioni transfrontaliere all’interno dell’UE, permette di risparmiare tempo e maggiore impiego di denaro, offrendo agli eredi una soluzione chiara e uniforme per gestire beni e diritti in più Paesi.

Se sei chiamato come erede in una eredità con elementi internazionale, valuta di affidarti ai consigli di un Professionista, ossia un Notaio o un Avvocato specializzato in diritto notarile e delle successioni perchè iniziare chiedendo un consiglio è il modo migliore per affrontare con chiarezza e serenità la successione ed il processo di richiesta del CSE.

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Avv. Simona Lioi

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