I diritti dei collaboratori nell'impresa familiare

LAVORARE NELL’IMPRESA FAMILIARE
I diritti patrimoniali e partecipativi del collaboratore.

A tutela del lavoro di fatto, la legge prevede che chi presta in modo continuativo e prevalente la propria opera nella famiglia o in un’impresa individuale di titolarità del proprio coniuge o di un proprio familiare e non sia configurabile un diverso rapporto, ad esempio di lavoro dipendente, associativo o societario, vanti comunque una serie di diritti.

Si è in presenza di un’impresa familiare anche quando il lavoro viene svolto esclusivamente in famiglia se lo stesso si caratterizza per qualche cosa che va oltre rispetto a quel lavoro casalingo informale che può configurarsi come quel dovere coniugale che compete ad entrambi i coniugi .  
A protezione del coniuge dell'imprenditore individuale ma anche dei parenti entro il terzo grado e degli affini entro il secondo grado che collaborino con l’imprenditore stesso in modo continuativo e prevalente, la legge assicura dei DIRITTI PATRIMONIALI:

- il diritto al mantenimento in rapporto alle possibilità patrimoniali della famiglia,

-  il diritto alla partecipazione agli utili e ai beni acquistati con essi, 

- il diritto agli incrementi dell’azienda, anche con riguardo all’avviamento, in proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro prestato.

La Legge assicura anche DIRITTI DI NATURA PARTECIPATIVA, ma solo con riguardo a ciò che esula dai poteri di gestione ordinaria, che spettano al solo titolare dell’impresa, il quale assume l’esclusiva responsabilità per gli affari intrapresi, mantenendo piena autonomia in merito. Solo le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi, nonché quelle inerenti alla GESTIONE STRAORDINARIA, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell’impresa, sono adottate con il consenso, a maggioranza, anche dei familiari che partecipano all’impresa stessa, ai quali spetta il diritto di prelazione, ossia il diritto di essere preferiti ad altri, a parità di condizioni, sia nel caso di divisione ereditaria sia di trasferimento dell’azienda.

Ai fini fiscali l’UTILE prodotto dall’impresa andrà diviso tra tutti i collaboranti in proporzione alla quantità e qualità del lavoro svolto, ferma restando la quota non inferiore al 51% riservata al titolare. 

Il REDDITO prodotto dall’impresa familiare sarà pertanto soggetto alle diverse aliquote proprie di ciascun partecipante, con possibilità di un complessivo risparmio fiscale. 

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